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La Mostra fotografica
di Maurizio Distefano
donata al Comune di Villarosa


        
   Io mi ricordo quando, bambino, nelle domeniche di maggio andavo con mio padre a passeggiare fra le spighe verdi di grano: me le ricordo alte e profumate. E mi ricordo le corse in discesa in via Solferino con Vastiano, amico d'infanzia e di sempre. E poi mi ricordo i minatori con il pranzo nel sacchetto di plastica prendere la corriera che li portava al lavoro.
  Ho tanti ricordi di Villarosa.
  E mi ricordo quando la passione per la fotografia mi travolse. Mi ricordo la voglia di fissare l'attimo, cercavo di trasformare in emozione tutto ciò che vivevo quotidianamente, l'andare lento del tempo, il ripetersi delle ore. E mi ricordo che il cantastorie arrivava e montava la scena su una vecchia 127 e la gente lo ascoltava in silenzio. Mi ricordo l'entusiasmo che il paese aveva nel partecipare alle processioni o alle feste in piazza. Mi ricordo dei contadini e del mercato del bestiame di fronte alla chiesetta della Catena. Le donne in nero, i vecchi nelle "società", i giochi dei bambini alla "cantonera".
  Vent'anni dopo mi ricordo di avere ancora quei vecchi negativi e mi rendo conto che ci sono dentro cose perdute, o che rischiano di perdersi: insomma capisco di possedere un pezzo di storia villarosana. Adesso i miei ricordi, attraverso queste foto, diventano memoria collettiva anche per le nuove generazioni.

Maurizio Distefano   

Tutti i diritti riservati - All right reserved
© 1999-2008 Maurizio Distefano
World's copyright by Maurizio Distefano - Roma (Italy)

DAL PALAZZO DUCALE  

"L'ARIAZZA"
Da secoli il grano veniva spagliato a mano, oggi le trebbiatrici hanno sostituito il lavoro manuale. (in primo piano la "quartara" e i "cufini")
 

IL MERCATO DEL BESTIAME
Si svolgeva vicino la chiesa della Catena nei primi giorni della festa patronale.
 

LA RACCOLTA DELLE OLIVE  

L'ABBEVERATOIO
Antica costruzione demolita alcuni anni fa e ricostruita ex novo.
 

LA MADONNA DELLE GRAZIE
Precedono la processione il parroco di Villapriolo e padre Teodoro, "patri guardiànu" del convento dei frati cappuccini.
 

GESU' IN CROCE (Villapriolo)  

IL VENERDI' SANTO
Nel corso degli anni la settimana santa ha subito molti cambiamenti. Lasciate ai ricordi le antiche "vare" si è tornati alle confraternite negli anni 90. Con grande partecipazione popolare, negli anni 80, fu di scena la rappresentazione vivente della "scinnenza", passione e morte di Cristo.
 

L'INCONTRO
Processione di Pasqua, simile in tutta la Sicilia. La statua di S. Giovanni è portata di corsa per le vie del paese e poi, insieme a quella della Madonna, si avvia all'incontro in piazza con il Gesù risorto.
 

LA BANDA
Sull'antico selciato del paese la banda precede la processione. Erano gli anni della banda "forestiera" poichè quella del paese era stata sciolta.
 

DONNE SULL'USCIO
Ogni strada era una famiglia: lì ci si riuniva, si chiacchierava, si festeggiava.
 

IN CASA
(l'inginocchiatoio, il "Sacro cuore", il cucinino dietro la tenda, la "bagnera" sotto il letto)
 

LA "SOCIETA'"
I circoli hanno da sempre caratterizzato la vita sociale siciliana. Anche a Villarosa.
 

GIOCHI DI "CANTONERA"
Non c'erano i computer allora, né videogiochi o altri marchingegni elettronici per giocare da soli chiusi in casa. Si andava con gli amici alla "cantonera", l'angolo della strada.
 

LA PRIMA COMUNIONE  

LA VITTORIA
La squadra di calcio vince il campionato di categoria, il paese è in festa.
 

L'ALBERO DELLA CUCCAGNA
Molto attiva era la macchina organizzativa villarosana. Oltre alle feste religiose, in estate, si organizzavano momenti collettivi di divertimento. In luglio, mese storicamente vivo per l'arrivo dei "belgisi", i nostri emigrati, le feste in piazza si moltiplicavano.
 

IL CANTASTORIE
Praticamente scomparso in tutta l'isola, il mestiere del Cantastorie era uno dei più antichi ed affascinanti. Raccontavano e cantavano fatti di attualità, rendendo eroi anche banditi del calibro di Salvatore Giuliano, "re di li briganti".
 

RITORNO A CASA ("u cuzzu")
 

LA "SCARPULARA"
La pioggia non ferma i contadini, specie se è considerata una manna, visto la poca quantità che il cielo ne da. Per i campi si andava lo stesso, coprendosi con la "scarpulara", pesante ma efficace.
 

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